venerdì 4 dicembre 2015

Soundless | Richelle Mead

Ehy guys ❤️

Ieri ho fatto un po' di shopping su Book Depository! Non dovrei fare queste cose, ma avevo un ulteriore sconto sui libri già scontati per la cyber week, quindi visto che c'era qualche titolo che mi interessava ho deciso di approfittarne ;). In più ho sistemato qualche preordine per il prossimo anno, fino a marzo dovrei essere apposto :).
Oggi è il grande giorno, finalmente ho apportato le ultime modifiche alla recensione di Soundless, perciò senza ulteriori indugi, vi lascio a leggerla ;). Non dimenticate di farmi sapere cosa ne pensate!

Soundless è un fantasy standalone, nonché il nuovo romanzo di Richelle Mead, scrittrice americana diventata famosa soprattutto per le sue due serie Young adult Vampire Academy e Bloodlines.
Questo nuovo libro verte sul folklore cinese e, più in generale, dell'Asia. Ci troviamo infatti in un villaggio cinese, edificato sulla cima di una montagna. Gli abitanti, da generazioni, sono sordi e comunicano con il linguaggio dei segni. Per sopravvivere barattano un metallo che estraggono dalle loro montagne con del cibo, che gli viene spedito dalle persone che vivono sotto la montagna attraverso una funivia. Più lavorano ed estraggono, più cibo e beni di prima necessità ricevono da queste persone. Un giorno però alcuni di loro cominciano progressivamente a perdere la vista e quindi a diventare sempre più inabili nello svolgimento di quel lavoro tanto necessario alla loro sopravvivenza. Come conseguenza, le riserve di cibo che ricevono sono sempre più scarse, finchè la popolazione non viene ridotta quasi alla fame.
La protagonista della storia è Fei, una ragazza che fa parte di quella parte privilegiata della società che, essendo portata per le arti, è stata scelta per creare dei piccoli rapporti che la gente può leggere per tenersi informata su nascite, morti, sviluppi del villaggio e delle miniere, insomma come fosse una sorta di telegiornale fatto tramite stampe e disegni. Fei una notte si accorge di aver riacquistato miracolosamente il suo udito, con questa sua abilità ritrovata cercherà di salvare il suo villaggio.

Non avevo mai letto un libro ambientato in Cina. In Giappone sì, in Iraq, in India, ma mai in Cina, quindi questo aspetto insieme al fatto che fosse basato su delle leggende popolari mi affascinava tantissimo. Devo ammettere che quando l'ho visto, il fatto che fosse molto corto (non arriva nemmeno alle 300 pagine) mi ha un po' fatto dubitare. Di solito i fantasy, specie se in un unico volume, tendono ad essere abbastanza voluminosi, quindi non riuscivo a capire se un libriccino così piccolo fosse in grado di raccontare la storia senza lasciare troppe cose a se stesse. Appena ho iniziato a leggerlo, tutti i miei dubbi sono svaniti. Sì, è corto, ma non gli manca assolutamente niente.
Lo stile dell'autrice ci aiuta molto ad entrare in una storia dove, essendo tutti quanti sordi, non ci sono dialoghi, o meglio ci sono ma ci vengono tramandati tramite i gesti più che con la parola. Questa è una particolarità di questo libro che ho apprezzato molto e non ho ritrovato in altri romanzi che avessero protagonisti sordi. Pur riacquistando l'udito, la protagonista non conosce il linguaggio parlato non avendolo mai sperimentato, quindi per tutto il romanzo anche quando potrebbe non parla mai, appunto perché non capisce il linguaggio parlato.

Fei mi è piaciuta molto come protagonista, come la maggior parte dei personaggi femminili narrati da Richelle Mead è una ragazza forte, coraggiosa e con un bel caratterino. Crede fermamente in quello che fa e non si fa fermare da niente e da nessuno, non si poteva chiedere di meglio. La controparte maschile, nonché come avrete intuito love interest, è anch'esso molto interessante. Ancora più testardo di Fei, ma al contrario della ragazza è parecchio impulsivo e non riesce ad esprimersi in maniera corretta in contesti in cui dovrebbe spiegare per bene cosa intende fare e, soprattutto, come intende raggiungere il suo obiettivo. Diciamo che si surriscalda facilmente, quindi immaginate gli scambi di battute tra questi due xD.

C'è da specificare bene una cosa secondo me, che non è stata ben chiarita dalle tante recensioni che girano sui vari social. Questo è sì un fantasy, ma non un high fantasy. Mi spiego meglio, questa storia ruota più intorno al folklore e alle relazioni della protagonista con altri personaggi, per cui manca di world bulding. Non sappiamo molto del villaggio, della sua storia, del perché siano costretti a vivere in questa maniera. Alcune cose ci vengono svelate durante la lettura, ma altre ci rimarranno oscure. Personalmente non l'ho trovato un grosso problema, è un fantasy molto leggero, ma questo si poteva benissimo capire dalla mole di pagine. Ho apprezzato molto l'impegno di ricerca dell'autrice, il fatto che si sia mantenuta fedele ai costumi cinesi, abbia utilizzato solo nomi cinesi e che sia andata ad approfondire le leggende locali. Sì, manca degli altri elementi di un fantasy più corposo, ma ragazzi Richelle Mead non ha mai scritto fantasy corposi, non aspettiamoci nemmeno che lo faccia.

Lasciando stare questa piccola precisazione che mi sono sentita in dovere di dare, l'ho trovata un'ottima lettura, veloce e leggera ma che allo stesso tempo mi ha permesso di esplorare qualche aspetto del folklore cinese, di cui non avevo mai letto nulla. Per essere il primo fantasy autoconclusivo che leggo di quest'autrice, direi che non se l'è cavata per niente male ;).

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