giovedì 29 settembre 2016

Leggere Italiano Blog Tour | Mini Recensioni con Intervista + Giveaway

Buongiorno booklovers, bentornati su I wanna be a Fangirl ❤️

Eccomi con il secondo post dedicato ad Albion, oggi vi presento le due novelle che compongono la serie. Alla fine delle due recensioni, che saranno piccole piccole, troverete un'intervista a Bianca Marconero. Non la ringrazierò mai abbastanza per avermi dato l'opportunità di farle qualche domanda e per avermi guidata nell'intricato mondo delle interviste agli autori. Davvero, mi sento più adulta ora che so di cosa sto parlando u.u.
Alla fine del post, come sempre ripeto, trovate il Giveaway ;)


Queste due novelle, come dicevo prima, è come se completassero il primo ciclo di Albion, dandoci la possibilità di conoscere due personaggi a cui non era stato dato molto spazio. La protagonista di Diario di un'assassina è Samira, in questa novella ci verrà narrato il suo passato e avremo qualche scena già presente nel primo romanzo narrata dal suo punto di vista. La seconda novella, Il principe spezzato, racconta l'ultimo giorno di vita di Riccardo, intervallando capitoli con il suo punto di vista ad altri con quello di Morgana.
Entrambe sono state molto utili per conoscere questi due personaggi così enigmatici, anche se le mie preferenze vertono decisamente sulla seconda. Grazie a questa novella ho capito di amare Riccardo, purtroppo mi succede spesso di innamorarmi di una coppia che non potrà mai esistere. Se avete letto The Assassin's Blade di Sarah J. Maas, possiamo decisamente paragonare il mio grado di sofferenza a quello che ho provato leggendo le novelle su Sam e Celaena, quando sai benissimo che tanto quel personaggio non fa parte della storia, ma ti piace talmente tanto che cominci a credere nei morti che resuscitano. E che cavolo, le soap si e i libri no?! Non è corretto U.U. Sì insomma, amo Riccardo e Morgana, sarebbero stati una coppia d'oro ❤️.


Ciao Bianca, benvenuta sul mio piccolo blog :). Vuoi presentarti ai lettori? ^-^

Ehi ciao a tutti, io sono Bianca e, anziché drogarmi, scrivo.

Hai sempre avuto questa passione per le leggende di dame e cavalieri o è una passione che si è sviluppata con gli anni?

Mi è sempre piaciuta la faccenda dei cavalli e delle spade. Ricordo di aver impersonato spesso Lancillotto, quando in cortile si giocava a "far finta". Il che, se ci penso, è strano. Non mi è mai piaciuto Lancillotto. 

Ti sei ispirata ad altro per questo romanzo e, in generale, come è nata l’idea per Albion?

Albion nasce dalla mia voglia di scrivere un libro per i miei figli, che avesse al centro l'identità culturale europea. La leggenda di Artù, ferma restando l'origine britannica, è patrimonio comune di tutte le nazioni in cui si è diffusa, di tutti i cantori che hanno cambiato, aggiunto modellato, di tutti i compilatori, che hanno tradotto, travisato, tagliato e incollato. 
Non a caso, prima del canone di Malory, i testi più significativi, per diffusione e pregi letterari sono scritti nelle nuove lingue romanze, a cui si aggiunge, ovviamente, il tedesco.

Com’è nata l’idea dell’Albion college? Confesso che non mi dispiacerebbe studiare lì.

Questa è stata rubatissima, lo ammetto. Seguivo delle fanfiction su la serie tv Merlin che raccontavano le puntate pari pari, ma ambientandole ai giorni nostri, in una normalissima università che si chiamava Albion academy… la scuola è stata la scoperta dell'acqua calda, questa era l'idea per risolvere un nodo essenziale della trama: perché gli eredi dei cavalieri potessero accogliere l'eredità dei predecessori era necessario che fossero obbligati a trovarsi nello stesso posto, di generazione in generazione. 
Il Campo Mezzo Sangue l'avevano già preso, perciò….

Le materie che studiano i ragazzi non sono certamente quelle che si studierebbero in una scuola normale, come mai queste differenze?

In realtà se si esclude Arte del Combattimento, la materia del professor Du Lac, i due ordinamenti sono pensati come propedeutici a diversi orientamenti universitari. 
È esattamente ciò che erano i licei fino a qualche tempo fa: c'era il classico e c'era lo scientifico. Chiaro, nella finzione il percorso umanistico è improntato da un certo arcaismo romanzo, ma la ragione è semplice: il medioevo è il periodo di maggior splendore, diffusione, penetrazione e conoscenza della leggenda artigiana.

Ho letto interamente il ciclo del primo anno nel giro di una settimana, mi sono accorta senza stupori che il mio personaggio preferito è Morgana. Come hai creato il suo personaggio? Ti sei ispirata alla Morgana classica?

La verità è che non esiste, secondo me, una morgana classica, ognuno la vede a modo suo, con il conforto di trovare testi che sorreggono l'ipotesi. 
La vuoi malefica e strega? Leggi Malory. La vuoi emancipata e coraggiosa? Leggi la Zimmer Bradley. La mia Morgana origina dal suo legame elettivo col re, dal suo esserne un pezzo. La bramosia di riunirsi, altro non è che memoria di un'unione che, un tempo per un battito di ciglia, si è concretizzata.

E’ da poco uscita la novella con protagonisti Riccardo e Morgana, la mia coppia preferita tra parentesi. Prima di tutto complimenti per aver creato una storia così magica in così poche pagine. Come ti è venuta l’idea di farci conoscere meglio Riccardo?

Mi dispiaceva per lui, mettiamola così, e ne sentivo il bisogno.

Ci saranno altre novelle di questo tipo? Sai già a chi le dedicherai? ;)

In realtà la mia ambizione è utilizzare la trama che ho in testa per affrontare generi diversi. Il ciclo del primo anno racconta percorsi formativi. Bivi e scelte. Il ciclo della cerca sarà maggiormente concentrato sull'azione. Spin off come l'Assassina e come il Principe sono intimisti, non a caso ho usato la prima persona. I prossimi, se seguo il piano, saranno una sfida. Il 3.5 che attualmente è solo abbozzato per grandi linee, è ambientato negli anni Quaranta. È a tutti gli effetti un romanzo storico e di guerra, o trovo il modo di scrivere un romanzo di genere, oppure non credo che lo farò. La fortuna con Albion è agire in totale e assoluta autonomia intellettuale.

Questa forse è una domanda un po’ strana ma devo fartela: pensi che introdurrai dei personaggi del ciclo carolingio nella serie o rimarrai fedele ai cavalieri del ciclo arturiano?

No, perché la matrice storica del Ciclo rappresenta un problema. Preferisco giocare questo gioco con i repertori chiaramente mitico-leggendari, e non mi fermerò alla leggenda arturiana, perché, come si evince nei libri del Primo Anno, gli Ordini amici che affiancano i Templari sono 13. Ho sempre inteso scrivere una saga che intrecci le leggende e le tradizioni europee (fermo restando il ruolo centrale della materia di Bretagna). 
È anche vero che dei 13 membri del network segreto che fa capo ai Templari, sono già entrati in "campo" ordini che originano da organizzazioni storiche: gli Inquisitori e gli Ospedalieri di Malta, la Setta degli Assassini, e gli Ospedalieri di San Giacomo. Ma ripeto si può trovare una soluzione narrativa per spiegare perché un ordine storico sopravviva, nella finzione, alla sua stessa morte. Ma sarebbe difficile farlo con Carlo Magno e i Paladini di Francia, a meno di non tirare in ballo ancora la magia subatomica del Mago Merlino! Sulle leggende, invece ho carta bianca: in Ombre vengono nominati i Cacciatori Occulti di Van Helsing, e se ci sono cacciatori di vampiri, ovvio che ci saranno anche i vampiri. In Eredità ci saranno confratelli di Valacchia, progenie Norrena e, i miei preferiti, gli Arcieri di Sherwood.

Leggendo il libro si nota un gran lavoro di ricerca in alcuni campi, come il combattimento con le spade, il tiro con l’arco e la giostra. Ammetterai che è abbastanza inconsueto vedere dei giovani della nostra era giostrare, dove ti sei documentata in merito?

Per le armi bianche facevo riferimento a testi del Cinquecento, per la scherma sportiva e il tiro con l'arco ai manuali specialistici. 
Per le giostre la cosa è diversa. Ho sempre saputo che ci sarebbero stati i cavalli, implicati dall'etimologia della materia stessa (si parla di cavalieri, dopotutto), ma anche per i miei ho trascorsi nell'ambito dei concorsi ippici (dove tra l'altro è ambientato il nuovo contemporaneo che sto scrivendo). La giostra in particolare l'ho pensata introducendo un equipaggiamento che non esiste, e che ho immaginato la scuola commissionasse a ditte esterne: l'insieme di usbergo, bracciali, elmo e gambali, in cuoio e lattice; le lance in polimeri, ad assemblamento modulare (fatte per spezzarsi, ma che, qualche volta non si spezzano). La giostra è chiaramente modellata sulla competizione rinascimentale: corridoio, cavalli opposti, lance in resta e scudi alti, molto diversa dalle zuffe dei "tornei" medioevali e dai combattimenti con la spada, nati come allenamento, negli accampamenti e poi tramutativi in pratiche "sportive".

Durante il percorso di scrittura ci sono stati dei momenti di sconforto? Come li superi?

Lo sconforto è un vecchio amico, se non ci fosse ne sentirei la mancanza. La verità è che non si supera. Ci si convive e buona lì.

Quest’anno è prevista l’uscita del primo libro del secondo ciclo, cosa dobbiamo aspettarci?

Avventura e Magia. E la concretizzazione di alcune ship, la distruzione di altre.

Quando hai cominciato a scrivere e quando hai capito che era quello che volevi fare da grande?

Scrivo da quando avevo 17 anni, ma alla seconda domanda risponderei che non è ciò che voglio fare da grande. Sono certa che smetterò. Parafrasando quello, "non si può scrivere per sempre".

Segui dei riti particolari quando scrivi? Non so per esempio bere sempre the o sempre caffè, avere sempre la stessa coperta, un oggetto portafortuna sulla scrivania.

Ho le mie tazze. Una trentina di tazze. Scelgo in quale di loro bere il mio tè, in base al mood delle pagine che devo scrivere o editare. 
Poi ci sono le biro, fondamentali per chi, come me, scrive sui quaderni, prima di passare al computer. Con le mie biro ho un rapporto emotivo molto forte. sceglierle negli espositori delle cartolibrerie è un rituale. Mi sento come se fossi da Olivander e aspettassi di "essere scelta" dalla mia bacchetta. C'è molto di magico in una biro, l'inchiostro che contengono, diventerà una storia. È come se fosse una potenza che aspetta di tradursi in atto.

So che hai scritto anche dei di genere contemporaneo, c’è qualche differenze rispetto alla scrittura di un fantasy?

Sì, ho un paio di libri nuovi in uscita con Newton Compton, Sono stati infinitamente più facili da scrivere. Io vedo il fantasy (e la gestione dei pov multipli) come la sfida più complessa che potessi darmi. Ma, intendiamoci, non è che questo pensiero abbia un valore assoluto: io scrivo in poco tempo i miei contemporary YA o NA che siano, ma lentamente i miei fantasy. Non dico che valga per tutti.

Vuoi dare qualche consiglio per chi vorrebbe intraprendere la carriera di scrittore?

Non fatelo. 
Scherzo. 
Allora, finché state sulla pagina sarà come la vostra seconda casa, certe volte la prima. Ma appena uscirete dalla pagina, appena cercherete di ritagliare un posto nel mondo alle vostre storie, sappiate che non è detto che avrete per quello che meritate, non è detto che vi rispetteranno, e nessuno garantisce che vi supporteranno, sarete probabilmente soli, di una solitudine agghiacciante, vi chiederete di continuo chi ve l'ha fatto fare. 
Anzi, se scoprite chi o cosa è stato, ditemelo anche a me. 
Ancora non lo so.

Le ultime domande che voglio farti riguardano i libri! Non puoi scamparla ;) qual è l’ultimo libro letto? Lo consiglieresti?

In realtà un manoscritto inedito di una bellezza assoluta, in merito al quale ho una sorta di embargo e devo mantenere l'assoluto riserbo. Dico solo che l'autore rientrava già prima tra i miei preferiti e che spero lo possiate leggere tutti, presto.

Quali sono i tuoi autori preferiti?

Tra gli italiani Calvino, Gadda, Svevo e Pirandello. Tra gli stranieri Dickens, direi.

Un genere letterario di cui non puoi fare a meno.

Il fantastico, in tutte le sue accezioni.

Classica domanda da book challenge: se la tua casa andasse a fuoco, quale libro salveresti?

Il manoscritto inedito dello Scrittore Bravissimo di cui sopra.

C’è un personaggio di un libro che hai letto da cui ti senti rappresentata?

Io credo di essere Frodo.

Abbiamo finito! Grazie mille per la tua disponibilità, è stato un piacere averti come ospite :D

Ma grazie a te, è stato davvero un piacere 😊


GIVEAWAY

Le regole per poter partecipare sono:
  • Inserire il nome con cui seguite tutti i blog che parlano del libro. In questo caso dovrete essere follower del mio blog e di quello delle ragazze di Bookish Brains ;)
  • Inserire il nome con cui seguite la pagina Facebook o il sito dell'autore
  • Commentare tutti i post relativi ad Albion inserendo, di nuovo, il nome con cui lo avete fatto. Vi ricordo che per restare aggiornati su tutti i i blog che partecipano, abbiamo creato un evento su Facebook. 
  • Inserire un indirizzo email. Come sempre mi permetto di aggiungere valido, mi raccomando è importante perché è in questo modo che verrete contattati e se non riusciamo a contattarvi come potrete ottenere il premio? ;)
Ci sono poi delle parti opzionali che vi faranno guadagnare dei punti extra in sede di estrazione. Non sono assolutamente obbligatorie, potete decidere se compilarle o meno. Questi si compongono di tre punti, ovvero: 
  • Lasciare il nome con cui seguite tutti i blog che partecipano a Leggere Italiano Blog Tour (+10 punti). Trovate tutti i link nel post di presentazione ;).
  • Commentare qualsiasi altro post del blog tour lasciando il link (+1 punti)
  • Condividere il post su un social a scelta, lasciando il link di condivisione (+2 punti)
Tutti chiaro? Se avete dei dubbi scrivete pure nei commenti, non abbiate assolutamente paura di chiedere ;). L'estrazione avverrà il 9 Ottobre, in bocca al lupo! 🐺

4 commenti:

  1. Ma che bella intervista!! Fortissima la prima risposta...penso proprio che scrivere sia una gran bella alternativa allo drogarsi!!!

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  2. Intervista meravigliosa! Ho adorato scoprire qualche curiosità su Albion e qualche anticipazione sui prossimi volumi! *-* E poi è sempre un piacere 'conoscere' meglio gli autori dei libri che leggiamo ^^

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  3. Che bella intervista, sembrano proprio belli questi libri; ne ho sentito parlare benissimo e dall'intervista traspare tanto impegno da parte dell'autrice nello scriverli. Poi la leggenda di Artù è così magica. 😍

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  4. Bella, molto bella la saga e bella, molto bella l’intervista. Complimenti! :)
    Letta con vero piacere!

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