sabato 10 settembre 2016

Recensione | Days of Blood and Starlight di Laini Taylor

Buongiorno boolovers, bentornati su I wanna be a Fangirl ❤️

Quest'oggi nuova recensione per voi! Vero, questo libro l'ho letto a luglio ma meglio tardi che mai giusto? ;). Di questo titolo potete trovare la versione italiana, pubblicata da Fazzi nella collana Lain Ya come La città di sabbia.

Days of Blood and Starlight (Daughter of smoke and bone #2) di Laini Taylor
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TRAMA: C'era una volta, un angelo e un demone. Si innamorano e provarono ad immaginare un mondo libero dalla guerra. Questo non è quel mondo.
La studentessa di arte e apprendista Karou finalmente ha le risposte che ha sempre cercato. Sa chi è - e cosa è. Ma questa conoscenza arriva con una verità che non può nascondere: è innamorata del nemico che l'ha tradita, e il suo mondo ha sofferto per questo.


Secondo libro nella trilogia di Daughter of Smoke and Bone, in Italia ribattezzato La chimera di Praga, questo libro è tutto quello che potete chiedere ad un seguito: azione, sconvolgimenti, dolore, tanto dolore. Perché a quanto pare se non soffriamo, non siamo lettori.
Esatto, dolore, avete capito bene. Questo libro è stato una lotta intensa contro i miei poveri feels che sono stati calpestati senza un briciolo di pietà più e più volte. Ormai dovrei esserci abituata, insomma sembra che una cosa lineare sia troppo facile da produrre. Ma nessuno è qui per sentirmi lamentare per questa cosa, andiamo avanti.
Laini Taylor è una scrittrice eccezionale, il suo stile è ricco senza risultare pesante, ogni pagine è la vera pace dei sensi. Le descrizioni sono perfette, il giusto compromesso di lunghezza per i miei gusti.

Oltre ad essere trasportati in un nuovo mondo, totalmente differente da quello che avevamo trovato nel precedente romanzo, per tutta la storia troviamo una Karou molto diversa da quella a cui eravamo abituati. E' più schiva, quasi rassegnata alla sua condizione, con un sacco di pensieri per la testa. E' una Karou che fa pensieri più cupi, pensa e ripensa al suo passato, a cosa sarebbe successo se alcuni eventi non fossero accaduti. Non è propriamente depressa, ma poco ci manca. Man mano che si va avanti con la lettura, cambia, si trasforma, accetta ciò che sta facendo e cerca in un certo qual modo di trarre la cosa a suo vantaggio. La cosa bella di Karou è che persino nei suoi momenti più bui, non perde quella vena di intraprendenza che l'ha caratterizzata. E' un personaggio complesso il suo, tutti dopo quello che le è successo avrebbero di che pensare, ma che non si abbatte. Persino nei suoi momenti peggiori non perde mai quella scintilla che le permette di stare a galla, di non sprofondare completamente. I suoi amici si riveleranno una parte importante in questo processo ;). 

Akiva, il mio amore, diciamo che non se la passa benissimo. Avrà uno schema tutto suo da seguire in questo romanzo, avrà un suo scopo, una sua missione. Con lui ci saranno ovviamente anche i suoi fratelli, ma anche lui non è lo stesso. Con Akiva è decisamente più difficile descrivere i suoi cambiamenti, soprattutto perché non dico che si aspettasse ciò che è successo nel finale di Daughter of Smoke and Bone ma sapeva che poteva essere uno dei probabili finali. E' un Akiva che tenterà in tutte le maniere di portare avanti il suo ideale di pace, a volte facendo delle scelte molto avventate. Il suo personaggio diciamo che non mi è dispiaciuto, ho una cotta per lui se ancora non si fosse capito, ma certe scelte... avrei voluto potergli dare una mazzata in testa.

Il finale porta con se il dolore, sì quello di cui vi parlavo prima, alcuni colpi di scena, e il sentore di qualcosa di terribile che si compirà nell'ultimo libro di questa trilogia che mi ha letteralmente conquistata e che non riesco a togliermi dalla testa. 

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